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  • [RECENSIONE] Freaks Out (Gabriele Mainetti)

    Esco dalla sala diFreaks Outcon la sensazione di aver preso una fregatura.

    E sono diverse le ragioni di questo inganno. Il meno grave probabilmente riguarda i quattro freaks protagonisti. Matilde, Cencio, Fulvio e Mario. Interpretati da attori truccati da “fenomeni da baraccone” o peggio che interpretano persone normali ma con poteri paranormali nascosti. Eccetto Giancarlo Martini, affetto da nanismo. Tutto molto lontano dallo spirito diTod Browninge il suo film maledetto che gli costò la carriera, ma decisamente meglio che nel film Brutti e Cattivi (2017) con Santamaria senza gambe “asportate” in CGI.

    È già più grave la prevedibilità della sceneggiatura cheNicola GuaglianoneeGabriele Mainettihanno scritto. Una storia telefonata pur nella sua riscrittura della Storia, quella dell’occupazione nazista italiana dopo l’armistizio di Badoglio del 3 settembre 1943. PerchéFreaks Outrielabora quelle vicende ma solo per modo di dire, senza il coraggio diBastardi Senza Gloriacon l’uccisione di Hitler nel teatro parigino di Shosanna. Le rielabora mettendo dentro i quattro freaks e i loro suerpoteri il cui unico scopo è riunirsi e ritrovare il loro amico ebreo Israel.

    Chi vuole cambiare la storia ma non ci riesce è il quinto “mostro”, Franz: nazista con sei dita per mano, virtuoso del pianoforte che si sfonda di etere ed ha visioni dal futuro sull’imminente fine di Hitler e del terzo reich. Il personaggio di Franz (interpretato da Franz Rogowski) non funziona, soprattutto i suoi eccessi da fulminato, le sue faccette. Franz non affascina e la sua condizione di freaks non ci fa empatizzare con lui nenanche per un momento. Né simpatico né antipatico, un personaggio senza sfumature insomma.

    Freaks Outdà inoltre la sensazione che Gabriele Mainetti, dopo Lo Chiamavano Jeeg Robot, si sia un po’ montato la testa.

    Sono le due autocitazioni nel corso del film a farmelo pensare, il botto più grande di tutti i botti, o giù di lì, pronunciato da uno dei personaggi, e il Jeeg Robot nei titoli di coda tra i disegni che Franz realizzava da fatto.

    Una eccessiva fiducia in sé che ritroviamo nella troppo lunga battaglia finale in cui i protagonisti, insieme a un gruppo di partigiani guidati dal gobbo Max Mazzotta, fanno il culo ai nazisti fermando un treno diretto verso un campo di concentramento.

    Pare che non funziona nulla. No, non è così.

    Ci sono anche dei pregi, a cominciare dalle due ore e venti che volano.
    I quattro protagonisti poi sono disegnati bene, i loro dialoghi e battibecchi divertono. La ferocia nazista è ben rappresentata da alcune uccisioni brutali e improvvise. La sequenza di Matilde che sclera con Mazzotta, che le fa un po’ da mentore, coinvolge emotivamente.
    Si apprezzano infine glieffetti visiviche nel rappresentare i poteri dei cinque, in particolare di Cencio, Matilde e le visioni di Franz, distraggono anche dai difetti di un film che sembra accontentarsi di un compitino ben eseguito e parecchio paraculo.

    Freaks Outè distribuito nelle sale italiane da01 Distribution.

  • [EXTRA] Gli effetti visivi per il film Freaks Out

    Arriva oggi nelle sale con01 DistributionFreaks Out, il secondo lungometraggio diGabriele Mainettidopo l’esordio folgorante diLo Chiamavano Jeeg Robot.
    A curare gli effetti visivi del suo nuovo film è la EDI (Effetti Digitali Italiani): società nata nel 2001 e vincitrice quest’anno del David di DonatelloperL’incredibile storia dell’isola delle rose.

    Se ne sono occupati in particolareStefano LeoniedElisabetta Roccai quali, dopo aver suddiviso con altre due società europee la loro realizzazione, hanno gestito e coordinato l’aspetto creativo e logistico dell’intero progetto.
     
    Il team, composto da oltre cento artisti, ha lavorato ad oltre 1200 inquadrature dense di effetti visivi tra set extension, creature digitali, superpoteri, bombardamenti e battaglie. Il loro lavoro culmina nelle spettacolari scene dell’epilogo, realizzate quasi completamente in computer grafica.

    RaccontaElisabetta Rocca:

    «È stata la sfida più ambiziosa che EDI abbia affrontato ma anche quella che ci ha dato più soddisfazione ed emozioni. Lavorando con Mainetti abbiamo sviscerato e declinato le idee e le aspettative che questo epilogo richiedeva, fino a raggiungere un risultato visivo che lascia lo spettatore a bocca aperta.».

    AggiungeStefano Leoni:

    «Freaks out si apre con due sequenze a forte impatto visivo: da una parte lo spettacolo circense, dall’altra la brutalità dei bombardamenti della guerra. ConGabriele Mainettiabbiamo iniziato a collaborare sin dalla prima stesura della sceneggiatura. Abbiamo immaginato insieme come poter raccontare visivamente le vicende, i superpoteri dei personaggi e la loro costante evoluzione. L’obiettivo del regista era di dare grande impatto alla tragedia della guerra tramite un piano sequenza immerso tra esplosioni e distruzione. Grazie allo studio in pre-produzione della scena, abbiamo raccordato le sequenze aggiungendo pathos e drammaticità fino al crollo del campanile.».
     

    EDI perFreaks Outha realizzato un numero consistente di effetti visivi riguardanti insetti come api, cavallette, lucciole, farfalle, mosche, scarafaggi.

    Per portare a compimento la loro animazione, i responsabili della sezione EDI Zoo hanno condotto uno studio anatomico che ha portato alla costruzione di scheletri e articolazioni digitali. 

    «Realizzare creature in CGI convincenti che possano competere con il mercato globale è possibile. EDI creatura dopo creatura sta dimostrando che è possibile produrre in Italia prodotti di qualità.». Sono le parole di Giuseppe Chisari, tornato in Italia dopo l’esperienza estera con la WETA di Peter Jackson.

    Freaks Outè interpretato da Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta, Franz Rogowski.

    Il film è andato in concorso all’ultimaMostra del Cinema di Venezia.

  • La nuova locandina di Freaks Out di Gabriele Mainetti

    Alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia oggi si proiettaFreaks Out, l’atteso nuovo film diGabriele MainettidopoLo Chiamavamo Jeeg Robot. Con l’occasione viene pubblicata la nuova locandina. Ve la facciamo vedere in coda al post.

    Roma, 1943: Matilde, Cencio, Fulvio e Mario vivono come fratelli nel circo di Israel. Quando Israel scompare misteriosamente i quattro “fenomeni da baraccone” restano soli nella città occupata dai nazisti. Qualcuno però ha messo gli occhi su di loro, con un piano che potrebbe cambiare i loro destini… e il corso della Storia.

    Scritto dal regista insieme a Nicola Guaglianone,Freaks Outè interpretato da Claudio Santamaria, Aurora Giovinazzo, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta, Franz Rogowski.

    Di seguito il trailer del filmFreaks Oute subito dopo la nuova locandina. Il film verrà distribuito dal 28 ottobre da01 Distributon. Ulteriori rimandi scongiurati.

  • “Circo Mezzapiotta”: una clip per Freaks Out

    01 Distributionha pubblicato una clip promozionale perFreaks Out, il nuovo film diGabriele Mainettidi prossima uscita.

    Nel filmato girato sul set le brevi dichiarazioni dei quattro protagonisti Aurora Giovinazzo, Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini e del regista che così definisce i quattro personaggi da loro interpretati:

    “Sono un corpo, comico. È un po’ l’armata Brancaleone.”.

    Freaks Outè il secondo lungometraggio diGabriele Mainettied arriva a cinque anni daLo Chiamavano Jeeg Robot. Come per il suo esordio la sceneggiatura è stata scritta da Nicola Guaglianone.

    Roma, 1943: Matilde, Cencio, Fulvio e Mario vivono come fratelli nel circo di Israel. Quando Israel scompare misteriosamente, forse in fuga o forse catturato dai nazisti, i quattro “fenomeni da baraccone” restano soli nella città occupata. Qualcuno però ha messo gli occhi su di loro, con un piano che potrebbe cambiare i loro destini… e il corso della Storia.

    Fonte:01 Distribution.

    Altri interpreti del film: Giorgio Tirabassi, Franz Rogowski, Eric Godon, Emilio De Marchi, Anna Tenta, Edoardo Hendrik, Elia Pietschmann, Astrid Meloni e Max Mazzotta.

    Leggi anche:
    Il trailer diFreaks Out, il nuovo film diGabriele Mainetti.

    Il film a quanto pare sarà distribuito nelle sale. Sulsito della 01c’è scritto il 16 dicembre ma su quella data non c’è da sperarci troppo, così a intuito. A meno che non sia l’uscita per l’on demand.

    Vi lasciamo con la clip perFreaks Outdal titolo “Circo Mezzapiotta”.

    https://www.youtube.com/watch?v=62r1bAhextM
  • Il trailer di Freaks Out, il nuovo film di Gabriele Mainetti

    Dopo ilprimo breve filmato promozionalee la locandina arriva oggi il trailer ufficiale diFreaks Out, il nuovo film diGabriele Mainettia cinque anni di distanza dall’esordio diLo Chiamavano Jeeg Robot.

    Ambientato in un circo durante la Seconda Guerra Mondiale,Freaks Outvede protagonisti Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini e Aurora Giovinazzo. Nel cast anche Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta e Franz Rogowski.

    La sceneggiatura è stata scritta da Mainetti insieme a Nicola Guaglianone.

    Roma, 1943: Matilde, Cencio, Fulvio e Mario vivono come fratelli nel circo di Israel. Quando Israel scompare misteriosamente i quattro “fenomeni da baraccone” restano soli nella città occupata dai nazisti. Qualcuno però ha messo gli occhi su di loro, con un piano che potrebbe cambiare i loro destini… e il corso della Storia.

    Freaks Outarriverà nelle sale, Covid-19 permettendo, il 16 dicembre con01 Distribution.

    https://youtu.be/WsE0UpfgWvs

    Quando nel cinema si parla di persone e personaggi con deformità e disabilità viene naturale pensare aFreaksdiTod Browning. Quasi sempre però si è riusciti a tradire lo spirito di quel film.
    È stato un po’ così per il recenteBrutti e CattividiCosimo Gomez, con Claudio Santamaria nel ruolo di un mendicante senza gambe. Troppa CGI per eliminare i suoi arti e quelli di Sara Serraiocco, niente a che vedere con il film di Browning interpretato invece esclusivamente da autentici “scherzi della natura”. Qui, inFreaks Out, pare esserci lo stesso problema con una computer grafica e un makeup già evidenti nel teaser trailer. Piace di più l’ambientazione storica nella Roma occupata dalla Germania nazista e la componente favolistica e sovrannaturale.