[EXTRA] Online Naturaleza Muerta di Gabriel Grieco

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Il canale YouTube della casa di produzione Crepusculum ha caricato poche ore fa Naturaleza Muerta: primo lungometraggio di Gabriel Grieco, regista del recente Respira.

Il film racconta di una giornalista (Jazmín Alsina) che nella città di Zapala in Argentina indaga sulle sparizioni di alcune persone dell’industria del bestiame da macello.

Nel cast Ezequiel De Almeida (l’operatore tv), Mercedes Oviedo, Patricio Sardelli, Néstor Sánchez, nei ruoli degli allevatori. Fanno loro da antagonisti Amin Yoma (regista di Madre), Nicolás Maiques, Nicolás Pauls e i loro personaggi vegani.

Ecco il film (titolo internazionale Still Life), in lingua spagnola con i sottotitoli opzionabili in inglese (automatico) o spagnolo.

Subito dopo ne parlo. Leggete solo se lo avete visto.

Una riflessione a caldo su Naturaleza Muerta.

Pur essendo Naturaleza Muerta un film per sensibilizzare sul tema delle ragioni del veganesimo, fino a un certo punto non si pone in una posizione piaciona che dipinge i vegani come tutti santi. Anche tra loro si nascondono folli, questo sembrava voler dire. Un punto di vista assolutamente intrigante: se anche un vegano, che dovrebbe essere pacifico per natura, sbotta e inizia ad ammazzare chi macella animali allora non c’è da fidarsi davvero più di nessuno. Ma nei gialli come nei thriller, purtroppo e per fortuna, sappiamo benissimo che mai niente è come sembra.

Nel film c’è un tentativo di depistare mettendo a credere che le morti siano causate da un animale selvaggio con soggettive varie. Ma è davvero difficile dare credito a questa pista e non ci riesce neanche la testimonianza di Joaquín sul puma.

All’eco vendetta si preferisce quindi il pazzo assassino.

Anzi, ci si concentra sempre più su un personaggio facilitando il compito di indovinare chi tra i tanti sia il responsabile di tutto.

Ovvio che la soluzione del folle sia più facile da realizzare, in un film a basso budget come Naturaleza Muerta, rispetto a quella di una vendetta della natura. E se un pazzo deve essere piace l’idea dell’assassino che applica sulle sue vittime la legge del taglione, facendole morire negli stessi modi da loro utilizzati per ammazzare il bestiame. Soprattutto è buona l’idea dell’assassino che fa loro vedere, attraverso un vecchio televisore 4/3, in che modo stanno per morire. Questo modus operandi è però un indizio di quella che sarà la rivelazione finale cha alla fine tutto ribalta in modo spiazzante ma anche deludente.

Nel finale infatti c’è un ribaltamento. Scopriamo che l’assassino gira di città in città cambiando sempre nome ed identità. Si insinua quindi neanche il dubbio ma la certezza che non sia davvero un vegano impazzito ma solo un pazzo che utilizza qualsiasi motivazione pur di uccidere. Va via quindi la magnifica idea che anche un vegano possa essere un potenziale serial killer. Cosa mai accaduta nella vita reale ma che in un film ci poteva stare.

Restano impresse comunque le scene delle torture che hanno lo scopo di far identificare le persone uccise, e quindi gli spettatori, con i poveri animali da macello.

Gabriel Grieco va dunque tenuto d’occhio a cominciare dal recupero degli altri suoi due film Hipersomnia e Respira. Anche qui temi legati alla stronzagine umana.

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