Pubblicizzato alla grande, l’horrorShelby Oaks – Il Covo del Maleè un tritume di cose già viste e riviste e più va avanti con la sua storia e più diventa banale, prevedibile, se non addirittura risibile.
A cominciare dalle due sorelle protagoniste, Mia (Camille Sullivan) e Riley (Sarah Durn), con quest’ultima sparita anni prima mentre girava una trasmissione sul paranormale in un luogo abbandonato,Shelby Oaksnon fa altro che riproporre i soliti personaggi calati nelle stesse situazioni.
La solita cocciutaggine, guidata dall’amore, di chi vuole la verità e inizia ad indagare per scoprire fatti, cose e personaggi che sono obbligatori per lo sviluppo della classica trama che vuole gli antagonisti mossi da un similare folle amore. E se c’è qualche sorpresa o qualche trovata interessante (i cani infernali che attaccano e proteggono, oppure fanno da esca) subito dopo si rientra nella norma fino al finale che più scontato non si poteva.
Una storia e uno sviluppo banali, raccontati senza molta inventiva utilizzando i soliti trucchetti deglihorrorcommerciali (o aspiranti tali) moderni: a cominciare dai jumpscare (visivi e sonori) e dal progressivo manifestarsi-palesarsi della demoniaca figura che tutto muove.
Forse il 4 che gli ho dato a caldo la settimana scorsa suletterboxdè un voto troppo cattivo, perché stiamo parlando di un esordio (del critico eyoutuberChris Stuckmann) che porta a casa comunque il risultato se ci si accontenta delle solite cose horror. Ma sono così tante le situazioni già viste che il ricordo del film si fa già sbiadito poche ore dopo la visione.

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