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  • [RECENSIONE] The Chaser (Na Hong-jin)

    Incuriosito dalledichiarazioni della registaNoémie Merlantsui film che l’hanno ispirata per il suoLe Donne al balcone – The Balconettesho visto il thriller sudcoreanoThe ChaserdiNa Hong-jin.

    Che dire? Gran film pieno di disperazione, nichilismo che solo sul finale si affaccia a qualcosa d’altro.

    Protagonista è un ex poliziotto che adesso fa il pappone. Eom Joong-ho (Kim Yoon-seok) è un bastardo amorale, materialista, opportunista e violento che scopre il motivo per cui alcune sue schiave del sesso sono recentemente sparite: le ha rapite e uccise unserial killerreo confesso.

    L’assassino, Jee Young-min (Ha Jung-woo), viene arrestato ma per tutta una serie di motivi non ci sono prove sufficienti affinché resti imprigionato a lungo. Le sue dichiarazioni sono vaghe, prive di fondamento e contraddittorie tant’è che non si trovano né i corpi sepolti delle prime vittime né la sua casa dove forse è ancora in vita l’ultima. Per trovare e salvare Kim Mi-jin (Seo Young-hee) il protettore dovrà correre parecchio.

    E se inizialmente è spinto solo dalla necessità di recuperare i soldi, con l’entrata in scena della figlioletta di lei (Kim Yoo-jung) qualcosa inizia a cambiare nell’animo arido dell’uomo.

    Il bastardo del film diventa sempre più il giovane serial killer che pare avere problemi di impotenza come motivo scatenante dei suoi omicidi ma ha anche faccia tosta e una fortuna sfacciata che gliela fa passare sempre liscia.

    The Chaserriesce a mantenere alta la tensione per tutta la durata del film che evolve da una situazione di suspense hitchcockiana ad una caccia ininterrotta che tiene col fiato sospeso fatta non solo da semplici inseguimenti.

    Primo lungometraggio di  Na Hong-jin(Goksung – La presenza del diavolo),The Chaserè ispirato alla storia del serial killer sudcoreanoYoung-chul Yoo.

  • [EXTRA] 10 film sulle Home Invasion da guardare in streaming

    Per accompagnare l’uscita oggi nelle sale italiane grazie aVertice 360dell’horror-thrillerThe Strangers – Capitolo 1diretto daRenny Harlin, primo capitolo di una trilogia che si ispira all’omonimo film diBryan Bertino, vi proponiamo 10 film a temahome invasiondisponibili instreamingin Italia.

    Home invasion o violazione di domicilio, per dirla in italiano.

    Si intende un ingresso irruento in una abitazione da parte di malintenzionati, di gente non invitata. Ma il discorso si può allargare anche in situazioni in cui le persone invitate in una casa da cordiali diventano invadenti e minacciose.

    Le violazioni possono essere subìte per insinuarci l’idea che la casa non sia poi quel luogo così sicuro come crediamo. Ma possono anche essere raccontate dal punto di vista degli invasori magari per mostrarci che non è mai una buona idea entrare in casa altrui perché le reazioni possono essere imprevedibili.

    La diciamo in inglese non perché faccia figo, o assicuri una migliore indicizzazione nei motori di ricerca, ma perché è un tema affrontato soprattutto dal cinema statunitense.

    Ma esistono esempi anche in Italia, comeLa casa sperduta nel parco, film diRuggero Deodatodel 1980, interpretato da David Hess (già bastardissimo otto anni prima ne L’ultima casa a sinistra di Wes Craven), Giovanni Lombardo Radice, Annie Bell, Christian Borromeo.

    Nello stesso anno il tema è stato trattato anche daFernando Di LeoinVacanze per un massacro(1980). Nel film Joe Dalessandro entra in casa di Patrizia Behn e Lorraine De Selle alla ricerca di un bottino da lui nascosto da quelle parti tempo prima.

    Film poi rifatto nel 2021 daGabriele AlbanesiinBastardi a mano armata.

    Qui la recensione.

    Ma è soprattutto il cinema americano ad aver trattato e sviluppato il tema delle invasioni domestiche. Cominciamo ad entrare nell’argomento con un classico del cinema.

    La notte dei morti viventidiGeorge A. Romero. 1968.

    Nel suo scardinare i meccanismi e le convenzioni borghesi statunitensi, occidentali,La notte dei morti viventiattacca uno dei suoi pilastri ovverola casa. La sicurezza che dovrebbe offrire vacilla, assediata dai morti viventi, e da riparo si trasforma in una potenziale trappola per chi si trova al suo interno.

    La casa neradiWes Craven. 1991.

    Ribaltando il punto di vista “classico” delle home invasion,La casa nerala racconta dal punto di vista di chi la fa e non di chi la subisce. Un ragazzino afroamericano così facendo scopre i loschi traffici di due rispettabilissimi americani bianchi, intoccabili, razzisti, senza cuore, pieni di soldi.

    You’re NextdiAdam Wingard. 2011.

    Una home invasion per scardinare un altro pilastro della società occidentale, il muro portante di ogni società:la famiglia. Scritto da Simon Barrett,You’re Nextè la versione slasher diParenti Serpenti(1992) diMario Monicelli, scritto invece daCarmine Amoroso.

    I Davison sono sia vittime che carnefici di un orrore che nasce da quel insieme di individui legati da un vincolo di parentela che è una delle basi di ogni società. Sono il classico nucleo famigliare, disfunzionale, con le sue ruggini, divorato al suo interno. E sono ricchi.

    La cosa va sottolineata perché il denaro è il motivo che innesca la home invasion. Se non hai i soldi entri in casa di chi li ha, se già li hai ne vuoi ancora di più.

    The StrangersdiBryan Bertino. 2008.

    Qualche anno prima del film di Wingard, l’esordiente Bertino (la sua ultima regia èThe Dark and the wickeddel 2020, ma un nuovo film è in arrivo) racconta di una coppia in crisi, o che comunque è in “modalità litigata”, che resta vittima di tre psicopatici mascherati. Assassini che ammazzano per il gusto di farlo, senza motivi economici, di odio sociale: semplicemente gli andava di farlo. E la comparsa improvvisa di James (Scott Speedman) e Kristen (Liv Tyler) nella casa isolata di lui (raramente utilizzata) è stata per loro come una manna dal cielo, un invito.

    Man in the darkdiFede Alvarez. 2016.

    Ecco un altro film che ribalta il punto di vista narrativo e ci racconta di tre ladruncoli che hanno la sciagurata idea di rapinare un veterano della Guerra del Golfo rimasto senza vista ma con un bel gruzzolo. Il trio non solo si renderà conto che la cecità potenzia gli altri sensi, in primis l’udito, che il titolo originale (tradotto “Non respirare”) suggerisce bene, ma si accorgerà anche che l’ex soldato non ci sta tanto con la testa.

    La notte del giudiziodiJames DeMonaco. 2013.

    In un futuro (l’orami passato 2022) in cui negli Stati Uniti esiste una notte l’anno in cui ogni crimine è permesso, i ricchi Sandin si barricano nella loro casa aspettando l’alba. Ovviamente qualcosa interromperà presto la lunga attesa. Tra istinto di sopravvivenza, slanci d’altruismo, sentimenti rancorosi, la famiglia protagonista avrà un bel da fare.

    La casa delle bambole – GhostlanddiPascal Laugier. 2018

    Dal regista francese diMartyrsPascal Laugierarriva questo altro truce film che racconta l’elaborazione di una violenza subìta a seguito di una violazione di domicilio da parte di un bestione e di un altro uomo travestito da donna.

    La casa delle bambole – Ghostlandracconta di lutti, rancori, mondi costruiti dalla fantasia per sfuggire da una realtà che imprigiona. Protagoniste due sorelle Vera e Beth (Taylor Hickson, Emilia Jones, da giovani, con la prima che è rimasta gravemente ferita al volto durante le riprese, Anastasia Phillips e Crystal Reed, da adulte) ed il loro rapporto inevitabilmente condizionato da quel tragico evento.

  • [RECENSIONE] Martyrs (Pascal Laugier)

    Martyrsè un film horror del 2008 scritto e diretto daPascal Laugierche, a seguito dell’enorme successo del film (presentato anche a Cannes, 61esima edizione, e vincitore di un Méliès d’argento), girerà 4 anni dopo il fallimentareI bambini di Cold Rock(The Tall Man), che a fronte di un budget di 18 milioni ne ha incassa solo 5.

    Questo accade quando si nazionalizza e pompa un fenomeno creato ad arte, più con la leggenda che il talento, e poi non si mantengono le promesse. L’hype attorno aMartyrsè tutta francese (festival risonanti, premi istituzionali in patria) e questo ha creato un mito attorno a una fascia di utenza mediamente giovane che si è fatta trasportare dal facile misticismo intellettuale legato al film.

    È evidente che la critica ha voluto sfruttare l’onda aperta dai precedentiAlta tensione,Frontiers – Ai confini dell’infernoeÀ l’intérieurper tentare di rilanciare, riuscendoci, la cinematografia francese nel panorama horror internazionale.

    Costato quasi 3 milioni, non siamo nel panorama indie qui, e allora non si possono fare sconti. Avrete capito che la vostra Masina va controcorrente, e lo fa sapendo di rischiare insulti a iosa… ma questoMartyrsper me… proprio non va.

    Il film lo conoscono tutti, quindi inutile girare troppo attorno; la confezione è curata, la fotografia e gli effetti anche, ma ci mancherebbe… non siamo di fronte a un prodotto fatto a risparmio!

    Cosa non va dunque? Lo script… lo script che molti sostengono sia profondo, è di una superficialità che fa sospettare esser stato scritto da diverse persone che non si son mai consultate fra loro, al punto da creare personaggi e situazioni talmente incoerenti fra loro da sfiorare il ridicolo involontario… e il tutto con il fine triste di creare sempre un effetto sorpresa sul pubblico, e questo stona molto con gli alti temi intellettuali che si vorrebbero trattare.

    Analizziamo lo script passo passo: Lucie e Anna sono amiche da sempre, amiche che condividono anche una grande sofferenza. Lucie è tormentata da una figura mostruosa di donna che sappiamo bene essere solo nella sua mente, ed ha subito un trauma di cui non riesce a parlare.

    Adulta, Lucie stermina una graziosa famiglia ritratta nel più stereotipato dei modi, al punto che la scena estrapolata potrebbe essere lo spot dei biscotti del mulino bianco: madre, padre e 2 figlioli felicissimi come non mai di fare colazione tutti assieme.

    Irrompe Lucie armata di fucile e li fa fuori tutti brutalmente, poi chiama Anna e le chiede di aiutarla a nascondere i corpi. Anna non si scompone arrivata sul posto, non più di tanto, anche perché Lucie rivela che quella famiglia e quella casa, è dove lei fu torturata da bambina riuscendo a fuggire per miracolo. Anna quindi a maggior ragione aiuta la sua amica a occultare i resti della strage… ma poi scopre che la madre dei 2 ragazzi non è ancora morta… e allora senza motivo decide di salvarla.

    Dunque fino a 2 secondi prima era una bastarda che aveva torturato la tua migliore amica da bambina e meritava di morire e tu la stai seppellendo con tutti gli altri in giardino. 2 Minuti dopo merita di essere salvata e per questo arrivi perfino a scontrarti con la tua migliore amica…chi è borderline, lei o lo sceneggiatore?

    Lucie così fa i conti di nuovo con la sua donna mostro immaginaria, ma… colpone di scena, il regista ora ci spiega che questa donna mostro è solo nella sua testa e che è Lucie quindi che si autoinfligge i tagli sulle braccia e provoca dolore. Peccato che, appunto, questa non è una sorpresa: si era già capito all’inizio del film, e quindi questo momento filmico allunga il brodo inutilmente.

    Lucie insomma, si rende conto solo dopo 15 anni che non si libererà mai di questo incubo e allora si uccide sotto gli occhi di Anna.

    Anna è sconvolta… e come ogni persona che si rispetti, invece di andarsene al più presto da una casa dove son state massacrate e sepolte in giardino 4 persone, più una suicida che fa? Coglie l’occasione di scroccare una telefonata alla madre (!!!).

    Poi, per puro caso scopre un passaggio segreto e questa è la parte più comica del tutto…passaggio talmente segreto che vi si accede da una credenza. E non è che questa credenza ha un doppio fondo, un pannello scorrevole… nono, la apri e dà su una scalinata… quindi apri la credenza, trovi la scala segretissima che porta al segretissimo laboratorio… il cui accesso è difficile? No, perché le chiavi per aprire la porta son appese subito li fuori. Non credevo ai miei occhi.Ma davvero han approvato uno script simile?
    Sì.

    E i due teenagers, immagino siano stati cresciuti così bene da questi genitori modello stile Mulino Bianco (che però poi in segreto torturano gente all’insaputa dei figli) che se la madre gli dice NON APRIRE LA CREDENZA, loro in tanti anni di vita in quella casa, non si sognano di farlo…. nemmeno per cercare, che ne so, una merendina o prendere un piatto pulito!

    Ebbene, Anna entra nel laboratorio e trova una ragazza nuda e incatenata, con una sorta di maschera di ferro INCHIODATA sulla faccia. Anna tenta di aiutare la ragazza, ma questa ultima viene abbattuta a colpi di fucile da una donna, che nel frattempo ha fatto irruzione nella casa insieme a un gruppo di uomini. Anna viene ammanettata a una sedia e si trova davanti un’anziana signora, che spiega ad Anna che il suo obiettivo (il suo e dell’organizzazione che presiede) è torturare persone, in particolare giovani donne, per indurle in stato di estasi (come i martiri di cristiana memoria) e quindi scoprire cosa c’è dopo la morte riconoscendo attraverso il loro SGUARDO il contatto con Dio.

    Ok, benissimo. Dunque se è attraverso lo sguardo che capisci quando la vittima è in contatto con DIO, perché diamine avete inchiodato una placca di ferro sugli occhi della poverette poco sopra citata??Mistero dei film profondamente intellettuali e scritti bene.

    Così, Anna diventerà una delle nuove cavie, di una associazione che sbaglia, come la sceneggiatura, il fine della loro missione: ossia creare martiri… queste son solo vittime, i martiri son altre cose.

    La spiegazione che la anziana vuole darci per farci credere (e credere forse lei stessa) che le vittime diventano martiri non sta in piedi nemmeno 2 secondi.

    Il martire (dal greco μάρτυς – testimone) è colui che ha testimoniato la propria fede o ideale nonostante la persecuzione, senza quindi abiurarla, anche a costo di eventuali pene corporali o morte. Fa una scelta di fede politica o religiosa. Non si diventa martiri semplicemente accettando il proprio stato di vittima, per una causa che non si è mai sposata… mi spiace… questa è ignoranza.

    Insomma, Anna viene incatenata ad una sedia all’interno di una stanza buia e lentamente torturata, fisicamente e psicologicamente, fino ad essere completamente scuoiata con delle forbici. Buoni effetti, disturbanti torture, come si è visto però già in tanti tanti altri film.

    Anna si rivela la scelta giusta e infatti finalmente arriva ad avere lo sguardo di chi è in contatto con l’aldilà.
    O semplicemente sta in delirio grazie al fatto che è più morta che viva.

    Fatto sta, che la vecchia la interroga e apprende la verità assoluta. Ora, scientificamente parlando, questi scienziati del martirio, han laboratori sterili dove chiunque può entrare, compiono torture sofisticate al punto da mantenere in vita una donna spellata senza che abbia un minimo di infezione, però ad esempio non han metodo.

    Vediamo infatti che per ogni persona reclusa questi tizi vanno a casaccio, piantando maschere di ferro in faccia a una, spellando un’altra, dando la scossa a un’altra o pistando un’altra come un sacco da boxe.

    E soprattutto, la scienza impiega anni e verifiche su verifiche di risultati prima di arrivare a una sorta di verità, qui invece ci basta il delirio della prima che arriva, per smuovere ricercatori di fede di tutto il mondo a questa superconferenza segreta ed elitaria in cui la vecchia rivelerà una delle 2 possibili verità apprese… eh si perché il mistero si restringe solo a 2 possibilità: c’è l’aldilà e dio, non c’è l’aldilà e dio.

    Ma lei ora lo sa. CON CERTEZZA.
    Uhm.

    Quindi indìce una conferenza, culmine di decenni di studi, torture, rapimenti…. ma si uccide poco prima di presentarsi al pubblico. MA PERCHÉ’?? Perché cazzo ti uccidi adesso vecchia scema, era necessario convocare tutti?? Perché non ti sei ammazzata prima? Perché hai organizzato la conferenza? Beh perché il film necessitava di durare un po’ di più forse.

    Se dio e l’aldilà esistono, perché non dirlo a tutti? Li hai chiamati apposta… sono li apposta… è il motivo per cui avete fatto tutto questo.

    Se non esiste, perché non ti sei ammazzata subito? ma soprattutto suicidarti perché? Perché speravi ci fosse una vita dopo la morte? Perché scoprire che hai finanziato per anni omicidi e sofferenze a vuoto? Ma in tal caso, visto che l’aldilà non c’è… che ti frega? Nessuno finirà all’inferno. Godetevi la vita, no?

    Non regge proprio questo finale ed è la scappatoia tragicamente peggiore di chi sa di essersi incartato in una situazione più grande di lui… È il trucchetto più vecchio che insegnano ai corsi di recitazione o sceneggiatura: il suicido o il sogno sono il finale ultimo e imprescindibile.

    Quando fai una improvvisazione a teatro, e non sai come uscirne, ucciditi, non devi spiegare nulla a nessuno.
    In scrittura uguale… vedi ad esempio film comeBoxing Elena… ci piazzi che era un sogno e tutti a casa felici e contenti, uscendo da una situazione a cui non c’era più salvezza per lo sceneggiatore.

    DELUDENTE.

    Se volete vedere un film davvero profondo, scioccante, ben scritto, ben recitato e ben diretto, recuperate7 DaysdiDaniel Grou. Capolavoro misconosciuto che in patria, Canada, è stato distribuito al cinema e supportato da un cast d’eccezione nonostante l’estremismo della realizzazione e contenuti.

  • [RECENSIONE] Soffocare (Clark Gregg)

    Soffocare racconta in maniera anche divertente cose serie se non riprovevoli come le malattie sessuali, le demenze, le colpe dei genitori che in qualche modo ricadono sui figli, la solitudine (tutti elementi concatenati nella vicenda).Soffocaresi muove su un confine sottilissimo, come un funambolo su una lama e accidenti se ci riesce a mantenere quel difficile equilibrio. Basti pensare a tutte le scene in cui Victor va a trovare la mamma matta Ida che non lo riconosce mai. Stratosferica Anjelica Huston nel ruolo della sciroccata, un paio di gradini sopra tutti gli altri bravi interpreti: Sam Rockwell nel ruolo del protagonista Victor, Brad William Henke nella parte dell’amico pipparolo Denny, Kelly Macdonald in quelli della ragazza/dottoressa dell’ospedale psichiatrico che fa prendere una sbandata a Victor.

    Nonostante i nomi coinvolti, il film tra l’altro è tratto dal romanzo omonimo di Chuck Palahniuk (edito da Mondadori, l’autore è lo stesso di Fight Club, ma questo lo sanno per davvero anche i sassi), Soffocare (Choke) è passato da noi inosservato, distribuito a suo tempo nelle sale col contagocce, esposto oggi nei negozi controvoglia, quasi nascosto.

    Forse è per i temi trattati -come dicevamo sopra- con una certa (all’apparenza) leggerezza? Oh, sia chiaro (in realtà dovrebbe esserlo già): Soffocare, proprio per i temi trattati e per come li tratta non è un film per tutti e proprio per questo motivo merita una riscoperta.

    Clark Gregg (al suo debutto dietro la macchina da presa, autore anche della sceneggiatura e attore in un divertente ruolo) riesce nell’impresa difficile di non sconfinare da nessuna parte soprattutto nel ridicolo, aggirandosi tra territori sconosciuti che solo in pochi hanno affrontato. Ne esce uno strano e originale ibrido film in cui sentimenti e situazioni contrastanti convivono insieme con conseguenze inaspettate sotto molti punti di vista e questo è un piccolo miracolo.

    GuardaSoffocarediClark Greggin streaming.