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  • Il trailer di Crimes of the Future di David Cronenberg

    È in rete il red band trailer diCrimes of the Future, l’atteso film diDavid Cronenbergche segna il ritorno del regista canadese al body horror.

    Crimes of the Futureè in concorso per la Palma d’Oro al prossimo Festival di Cannes (17-28 maggio).

    La specie umana si adatta ad un ambiente sintetico e il corpo subisce nuove trasformazioni e mutazioni. Con la sua compagna Caprice (Léa Seydoux), il famoso artista Saul Tenser (Viggo Mortensen) mostra la metamorfosi dei suoi organi in performance d’avanguardia estrema. L’investigatrice Timlin (Kristen Stewart) seguendo i loro movimenti scopre l’esistenza di un misterioso gruppo che usa la notorietà di Saul per far luce sulla prossima fase dell’evoluzione umana.

    David Cronenbergè tra i padri del body horror, tematica e sottogenere che lo ha reso celebre nel mondo grazie a titoli comeThe Brood(1979),Videodrome(1983),La Mosca(1986),Il Pasto Nudo(1991). L’ultimo lungometraggio da lui diretto era stato il drammatico (e bellissimo)Maps to the Starsdel 2014.

    Nel cast diCrimes of the Futuretroviamo anche Scott Speedman, Tanaya Beatty e l’italiana Denise Capezza (Cobra non è).

    Vi lasciamo con il trailer in lingua inglese diCrimes of the Future, pubblicato dalcanale YouTube di Neon. Il film non ha ancora una distribuzione italiana.

  • Il teaser trailer di Crimes of the Future di David Cronenberg

    Neon ha pubblicato il primo trailer diCrimes of the Future, il nuovo atteso film scritto e diretto daDavid Cronenberg.

    Un ritorno per il regista canadese al body horror nudo e crudo. E un titolo identico ad un suo film del 1970, ma non si tratta di un rifacimento.Crimes of the Futurepoi è stato anche il titolo di lavorazione del suoExistenZ(1999).

    La specie umana si adatta ad un ambiente sintetico e il corpo subisce nuove trasformazioni e mutazioni. Con la sua compagna Caprice (Léa Seydoux), il famoso artista Saul Tenser (Viggo Mortensen) mostra la metamorfosi dei suoi organi in performance d’avanguardia estrema. L’investigatrice Timlin (Kristen Stewart) seguendo i loro movimenti scopre l’esistenza di un misterioso gruppo che usa la notorietà di Saul per far luce sulla prossima fase dell’evoluzione umana.

    Crimes of the futureandrà in concorso al Festival di Cannes.

    David Cronenbergè tra i padri del body horror, tematica e sottogenere che lo ha reso celebre nel mondo grazie a titoli comeThe Brood(1979),Videodrome(1983),La Mosca(1986),ExistenZ(1999). L’ultimo lungometraggio da lui diretto era stato il drammatico (e bellissimo)Maps to the Starsdel 2014.

    Nel cast diCrimes of the Futuretroviamo anche Scott Speedman, Tanaya Beatty e la nostra Denise Capezza (Cobra non è).

    Vi salutiamo lasciandovi con il promettente teaser trailer (in lingua inglese) diCrimes of the Future.

    Fonte:Neon YouTube.
  • David Cronenberg ospite d’onore del Matera Film Festival

    Il regista canadeseDavid Cronenbergsarà l’ospite d’onore della seconda edizione delMatera Film Festival.

    Il cineastaha diretto nell’arco della sua cinquantennale carriera numerosi film di culto comeThe Brood: la covata malefica,Videodrome,La Mosca,Il Pasto Nudo,A History of Violence.

    David Cronenbergterrà una masterclass aperta al pubblico e seguirà da vicino le principali attività in programmazione delMatera Film Festival.

    Il programma del festival si arricchisce di una retrospettiva a lui dedicata comprendente i titoliScanners,La zona morta,Crash,eXistenZ,La promessa dell’assassino.

    Il secondoMatera Film Festivalsi svolgerà dal 3 al 10 ottobre.

  • [EXTRA] Brood: qui “male” ci “cova”

    The Brood(conosciuto da noi comeBrood – La covata malefica) è un film del 1979 scritto e diretto daDavid Cronenberg.

    Cronenberg scrisse il film in seguito al tumultuoso divorzio da Margaret Hindson ed alla battaglia per la custodia dei figli; il regista ha inoltre dichiarato che il personaggio diSamantha Eggar, Nola Carveth, possedeva alcune delle caratteristiche della sua ex moglie.

    LaEggarera famosa (almeno da noi) per aver precedentemente preso parte al capolavoro diArmando CrispinoL’Etrusco uccide ancora(1972); Premiata con unPrix d’interprétation fémininenel ’65, e unGolden Globenel 1966, ha fatto (poco) cinema fino al 1999 per poi dedicarsi a una forse più remunerativa carriera televisiva.

    Se il protagonista è un congelatoArt Hindle(già visto in Black Christmas e che col tempo si è sciolto un po’ di più in film come The Void) che scorre inoffensivo ed inespressivo, abbiamo come contrappunto un magneticoOliver Reed, che rende oro tutto ciò che tocca. Reed è stato consacrato per film come Donne in Amore e I Diavoli diKen Russell, ma anche per le sue performances in film come Ballata Macabra di Dan Curtis (con le straordinarie Karen Black e Bette Davis) e nel recente Gladiatore. Solo lui poteva rendere e reggere sulle spalle il peso di un personaggio complesso e magnetico come quello del Dr. Raglan, psicologo che sta studiando una pratica psicosomatica la “psicoplasmia” in grado di trasformare il corpo in seguito alle manifestazioni di rabbia.

    Pregevole e memorabile anche il cameo diRobert A. Silvermanun nome ricorrente nei film diCronenberg(Rabid, Scanners, Pasto Nudo, Existenz) e nel panorama horror (Venerdi 13 la serie, Jason X, Prom Night) che interpreta uno dei sopravvissuti alle pratiche di Raglan, il cui corpo si sta rivoltando per vendetta, facendo nascere disgustosi fibromi e tumori.

    L’ossessione delle/per le mutazioni/espressioni corporee care al regista canadese, qui passa in secodo piano per raccontare soprattutto un dramma familiare. Gli FX son ridotti al minimo ed il tema centrale è l’odio che sovrasta incontrollabilmente l’amore rendendo le persone cieche. Sotto questo punto di vista, il rapporto fra Nola e il marito è davvero tormentato e l’unica vera vittima/valvola di sfogo è la loro Bambina chiamata simbolicamenteCandice/Candy(candore, caramella) interpretata da Cindy Hind al suo debutto (e che ritroveremo poi nel 1983 in La Zona Morta).

    Alla colonna sonora, funzionale ma davvero banale e piena di clichè, un altro fido di Cronenberg,Howard Shoreche darà nei film successivi (La Mosca, Pasto Nudo, M. Butterfly, Crash) il suo meglio, arrivando poi a scrivere le musiche dei film della trilogia deIl Signore degli Anellivincendo il premio Oscar nel 2002 per la colonna sonora deLa Compagnia dell’Anelloe nel 2004 per quella deIl Signore degli Anelli – Il ritorno del ree per la canzone“Into the West”, interpretata da Annie Lennox.

    E veniamo finalmente ai piccoli assassini, o a quell’entità mutante che si moltiplica in tante facce di uno stesso odio, creature non-nate da una stessa madre e tutte fratelli/sorelle, plasmati sulla visione distorta della bambina Candy e che spesso ricordano la “bambina” di Don’t Look Now/A Venezia… Un Dicembre Rosso Shocking(1973) il capolavoro di Nicolas Roeg.

    Curiosità:il film uscì anche in una rara VHS italiana edita per EUREKA VIDEO intitolatoLA SETTA, con una cover alternativa!

  • [RECENSIONE] Maps to the Stars (David Cronenberg)

    In un umido agosto di parecchi anni fami trovai a fare il turista a Hollywood.Girando in auto sulle colline aride di quella zona di Los Angeles, era facile imbattersi in messicani di ogni età che agli incroci vendevanola mappa delle case delle stelle del cinema. La guida della città le sconsigliava (avrebbe portato, sosteneva, solo davanti a muri invalicabili e cancellate chiuse) così non la comprai.

    L’ultimo film diDavid Cronenberg(premiato nei Festival soprattutto per la prestazione di Julianne Moore, ricca di eccessi)Maps to the Starsci suggerisce invece un modo ben più drastico per rintracciare questi personaggi dalla fama universale: quello diseguire i fantasmi che le loro vite generanoin continuazione, in modo insostenibile.

    Il successo tramuta in spettrigli affetti più stretti, i conoscenti, i collaboratori e anche i fan e gli sconosciuti incontrati per strada. Spettri, il cui dolore scaturisce dall’impossibilità di una relazione con persone fatte (di) immagine. Il successo rende impossibileogni più semplice quotidianità, finché non rimane che solo una cosa cui pensare: come alimentare il successo stesso.

    Inevitabile che questo loop di ossessioni porti aun finale poco consolatorio.
    Qui stanno leuniche pecchedel film di Cronenberg: le pochissime scene di azione e di sangue, un po’ impacciate, macchinose, come se la vecchia abitudine nel girarle fosse andata persa.
    Ma è un peccato veniale, perchéMaps to the Stars è un capolavoro di dialoghi e situazioni a incastro.

  • [RECENSIONE] Cosmopolis (David Cronenberg)

    Cosmopolis, ultimo film diretto daDavid Cronenberg, racconta l’impalpabilità della nostra epoca attraverso il personaggio, quello di Eric, interpretato da Robert Pattinson, di un miliardario che ha perso tutto per una operazione finanziaria sbagliata. Eric è il classico uomo d’affari: non si capisce bene come abbia fatto a diventare ricco, né che cosa faccia esattamente nel mondo della finanza. Si intuisce solamente che il suo campo è in qualche modo legato alle tecnologie, ai computer.

    Punta tutto su una moneta asiatica e perde tutto, o quasi niente perché non sembra accusare poi più di tanto il duro colpo: continua a bruciare i suoi soldi acquistando chiese e passando una intera giornata, quella che gli cambierà la vita, in limousine pur di raggiungere dall’altro capo di Manhattan il suo barbiere preferito. A ben pensarci, lo dico per divagare un po’, anche ai miei tempi si diceva che i nobili, quindi i ricchi, non andavano mai in giro con i soldi. Eric fa lo stesso.

    Durante tutto il film parla di soldi, anche durante un rapporto sessuale, ma di denaro vero e proprio – una sola moneta o banconota- non se ne vede. La sua è una ricchezza figlia dei nostri tempi in qualche modo fittizia, che corre attraverso il mondo virtuale dei kbite, delle carte di credito, dei conti in banca e di internet. Durante la giornata, sull’auto di Eric salgono i suoi collaboratori, le sue amanti (è sposato con una poetessa straricca interpretata da Sarah Gadon), il suo medico.

    Tutto procede, sembrerebbe, come negli altri giorni. I suoi gorilla però sono dubbiosi che qualcuno possa attentare alla sua vita approfittando della situazione caotica che si vive in città a causa della visita del presidente degli Stati Uniti e per il funerale di un famoso cantante rap che rendono le strade intasate, poi come se non bastasse il suo medico gli comunica che ha la prostata asimmetrica. 

    Nel giorno più importante della sua vita Eric capisce di essere spacciato, che la sua vita è insignificante, che le sue ricchezze in realtà non esistono, che si è battuto -e anche barando- per una cazzata, che la sua vita lo ha cambiato in peggio facendo di lui un animale metropolitano.

    Accetta l’inutilità per cui ha sprecato una vita, comprende che si è infilato con le sue mani in un vicolo cieco. Eric che voleva dare ordine al caos, fiducioso di poterlo governare a suo piacimento, capisce la possibilità nella vita dell’imprevisto, dell’ordine che si trasforma in entropia. Prende atto, in definitiva, che il suo micromondo non è poi così inviolabile e perfetto.