Tag:2011

  • [EXTRA] 10 film sulle Home Invasion da guardare in streaming

    Per accompagnare l’uscita oggi nelle sale italiane grazie aVertice 360dell’horror-thrillerThe Strangers – Capitolo 1diretto daRenny Harlin, primo capitolo di una trilogia che si ispira all’omonimo film diBryan Bertino, vi proponiamo 10 film a temahome invasiondisponibili instreamingin Italia.

    Home invasion o violazione di domicilio, per dirla in italiano.

    Si intende un ingresso irruento in una abitazione da parte di malintenzionati, di gente non invitata. Ma il discorso si può allargare anche in situazioni in cui le persone invitate in una casa da cordiali diventano invadenti e minacciose.

    Le violazioni possono essere subìte per insinuarci l’idea che la casa non sia poi quel luogo così sicuro come crediamo. Ma possono anche essere raccontate dal punto di vista degli invasori magari per mostrarci che non è mai una buona idea entrare in casa altrui perché le reazioni possono essere imprevedibili.

    La diciamo in inglese non perché faccia figo, o assicuri una migliore indicizzazione nei motori di ricerca, ma perché è un tema affrontato soprattutto dal cinema statunitense.

    Ma esistono esempi anche in Italia, comeLa casa sperduta nel parco, film diRuggero Deodatodel 1980, interpretato da David Hess (già bastardissimo otto anni prima ne L’ultima casa a sinistra di Wes Craven), Giovanni Lombardo Radice, Annie Bell, Christian Borromeo.

    Nello stesso anno il tema è stato trattato anche daFernando Di LeoinVacanze per un massacro(1980). Nel film Joe Dalessandro entra in casa di Patrizia Behn e Lorraine De Selle alla ricerca di un bottino da lui nascosto da quelle parti tempo prima.

    Film poi rifatto nel 2021 daGabriele AlbanesiinBastardi a mano armata.

    Qui la recensione.

    Ma è soprattutto il cinema americano ad aver trattato e sviluppato il tema delle invasioni domestiche. Cominciamo ad entrare nell’argomento con un classico del cinema.

    La notte dei morti viventidiGeorge A. Romero. 1968.

    Nel suo scardinare i meccanismi e le convenzioni borghesi statunitensi, occidentali,La notte dei morti viventiattacca uno dei suoi pilastri ovverola casa. La sicurezza che dovrebbe offrire vacilla, assediata dai morti viventi, e da riparo si trasforma in una potenziale trappola per chi si trova al suo interno.

    La casa neradiWes Craven. 1991.

    Ribaltando il punto di vista “classico” delle home invasion,La casa nerala racconta dal punto di vista di chi la fa e non di chi la subisce. Un ragazzino afroamericano così facendo scopre i loschi traffici di due rispettabilissimi americani bianchi, intoccabili, razzisti, senza cuore, pieni di soldi.

    You’re NextdiAdam Wingard. 2011.

    Una home invasion per scardinare un altro pilastro della società occidentale, il muro portante di ogni società:la famiglia. Scritto da Simon Barrett,You’re Nextè la versione slasher diParenti Serpenti(1992) diMario Monicelli, scritto invece daCarmine Amoroso.

    I Davison sono sia vittime che carnefici di un orrore che nasce da quel insieme di individui legati da un vincolo di parentela che è una delle basi di ogni società. Sono il classico nucleo famigliare, disfunzionale, con le sue ruggini, divorato al suo interno. E sono ricchi.

    La cosa va sottolineata perché il denaro è il motivo che innesca la home invasion. Se non hai i soldi entri in casa di chi li ha, se già li hai ne vuoi ancora di più.

    The StrangersdiBryan Bertino. 2008.

    Qualche anno prima del film di Wingard, l’esordiente Bertino (la sua ultima regia èThe Dark and the wickeddel 2020, ma un nuovo film è in arrivo) racconta di una coppia in crisi, o che comunque è in “modalità litigata”, che resta vittima di tre psicopatici mascherati. Assassini che ammazzano per il gusto di farlo, senza motivi economici, di odio sociale: semplicemente gli andava di farlo. E la comparsa improvvisa di James (Scott Speedman) e Kristen (Liv Tyler) nella casa isolata di lui (raramente utilizzata) è stata per loro come una manna dal cielo, un invito.

    Man in the darkdiFede Alvarez. 2016.

    Ecco un altro film che ribalta il punto di vista narrativo e ci racconta di tre ladruncoli che hanno la sciagurata idea di rapinare un veterano della Guerra del Golfo rimasto senza vista ma con un bel gruzzolo. Il trio non solo si renderà conto che la cecità potenzia gli altri sensi, in primis l’udito, che il titolo originale (tradotto “Non respirare”) suggerisce bene, ma si accorgerà anche che l’ex soldato non ci sta tanto con la testa.

    La notte del giudiziodiJames DeMonaco. 2013.

    In un futuro (l’orami passato 2022) in cui negli Stati Uniti esiste una notte l’anno in cui ogni crimine è permesso, i ricchi Sandin si barricano nella loro casa aspettando l’alba. Ovviamente qualcosa interromperà presto la lunga attesa. Tra istinto di sopravvivenza, slanci d’altruismo, sentimenti rancorosi, la famiglia protagonista avrà un bel da fare.

    La casa delle bambole – GhostlanddiPascal Laugier. 2018

    Dal regista francese diMartyrsPascal Laugierarriva questo altro truce film che racconta l’elaborazione di una violenza subìta a seguito di una violazione di domicilio da parte di un bestione e di un altro uomo travestito da donna.

    La casa delle bambole – Ghostlandracconta di lutti, rancori, mondi costruiti dalla fantasia per sfuggire da una realtà che imprigiona. Protagoniste due sorelle Vera e Beth (Taylor Hickson, Emilia Jones, da giovani, con la prima che è rimasta gravemente ferita al volto durante le riprese, Anastasia Phillips e Crystal Reed, da adulte) ed il loro rapporto inevitabilmente condizionato da quel tragico evento.

  • [RECENSIONE] Hyde’s Secret Nightmare (Domiziano Cristopharo)

    Partendo da Jeckyll e Hyde di Stevenson, da una idea del registaDomiziano Cristopharomessa su carta daAndrea Cavaletto,Hyde’s Secret Nightmarene rilegge la storia raccontando una trasmigrazione sessuale. Un po’ come accadeva nel film HammerBarbara il mostro di Londra.

    Tra i due film trascorrono 40 anni (1971-2011), cambiano dunque i tempi e anche l’approccio. Perché qui il medico interpretato da Claudio Zanelli tentando di curare la sua impotenza si trasforma nella provocante libertina Eva Hyde che ha le fattezze di Roberta Gemma, una delle attrici italiane di film hard più note.

    Ed il film descrive in modo esplicito le avventure sessuali di Chagall/Hyde che avvengono principalmente in un club privé dove lavora l’anziano barmanVenantino Venantini, cioè colui che trapanava il cranio diGiovani Lombardo Radicenel filmPaura nella città dei morti viventidiLucio Fulci. Tresche passeggere che sfociano nella morte, Eros che si trasforma in Thanatos, porno che (con)divide lo spazio e il tempo con l’horror più estremo (motivo per cui il film è dedicato aJoe D’Amato, regista famoso per le sue pellicole a cavallo tra i due generi).

    Perché la formula non è stabile e va perfezionata utilizzando sempre nuovi corpi freschi. Ma anche per il motivo che nel (doppio) personaggio albergano sentimenti contrastanti, rappresentati nel film dal diavolo e dall’angelo che dialogano su di lui. E c’è una frustrazione, una violenza repressa, sopita, nascosta, che sfocia nella follia più sanguinosa.

    Che sono i due temi principali diHyde’s Secret Nightmare:

    Una naturale fluidità (di orientamento) sessuale che difficilmente accettiamo in noi e negli altri, ben rappresentata sin dall’inizio quando Chagall piange mentre si trucca o nei momenti in cui i due personaggi parlano con la voce del loro alter ego.
    E i lati oscuri che ognuno di noi ha, a cominciare dalla propensione alla violenza.

    Il doppio binario sesso/morte è inframmezzato dai monologhi di alcuni personaggi su temi come la vecchiaia, la violenza sulle donne, gli esperimenti sulle cavie per le ricerche mediche. Sono momenti che spezzano e contrastano con il tono generale del film insieme ad altri come quello necrofilo conAndy Spidero l’altro di body art estrema (non per tutti gli stomaci) che vede coinvolti lo stesso Cristopharo insieme aPoison Rouge.
    Troppi argomenti e situazioni che in fondo non sempre aggiungono valore ai significati del film.

    ConHyde’s Secret Nightmareil registaDomiziano Cristopharo(qui al suo primo vero lavoro indipendente) racconta in fin dei conti le scappatoie che la mente architetta quando c’è di mezzo la non accettazione di sé. Una condizione che, senza una guida che aiuti, rischia di ripetersi all’infinito senza risolversi.

    Hyde’s Secret Nightmareverrà distribuito da TetroVideo/Goredrome.

  • [EXTRA] Gratis online The Hounds, lungometraggio d’esordio di Maurizio e Roberto Del Piccolo

    Il canale YouTubeCecchi Gori Entertainmentha pubblicato ieriThe Hounds, lungometraggio d’esordio diRoberto e Maurizio Del Piccolovincitore nel 2012 del Fantafestival.

    Si parla di un pernottamento in tenda tra i boschi di tre amici che si trasforma presto in un incubo.

    Gli attori sono David Drew, Paul Tonkin, Maddie Moate, Andy Callaghan, Nasif Malik, Danny Shayler.

    Qui sotto il film (risoluzione massima 480p), subito un breve commento.

    https://www.youtube.com/watch?v=xZsfVwjLyhw

    Come lungometraggio d’esordio bisogna dire che non è affatto male: difetti ce ne sono (ad esempio le solite frasi didascaliche) ma c’è anche una certa inventiva visiva e un non banale riutilizzo di alcuni stereotipi del genere horror come il bosco e il doppelgänger. Fa male quindi vedere la bassa media dei voti sull’imdb degli utenti, davvero ingiusta.

    The Houndsacchiappa quando ci cala nell’incubo caotico e senza (apparente) senso dei tre protagonisti e ci mette la pulce nell’orecchio quando, sin da subito, a questa vicenda alterna una per niente chiara indagine cittadina di due poliziotti, che nulla pare a che fare con i tre nel bosco. Che le due storie sono in qualche modo legate è dunque chiaro proprio per il montaggio parallelo che le unisce, la spiegazione è piuttosto scioccante ed annulla tutto l’irrazionale visto ma lascia anche semicoperti bucherelli di sceneggiatura.

    Poco importa. La passione e l’estro ci sono e i cugini Del Piccolo, dopo questo esordio girato e ambientato nel Regno Unito con attori inglesi, lo confermeranno nei successiviEvil SoulseMy Little Sister, quest’ultimo di nuovo ambientato in un bosco e vincitore del Fantafestival.

    Curiosità:

    L’inquadratura della soggettiva dell’occhio che oscilla è stata realizzata con un dispositivo costruito 1 anno prima delle riprese. Prima di girarla è stata provatata circa 100 volte.

  • [RECENSIONE] (2) La Cosa (2011, Matthijs van Heijningen Jr.)

    Normalmente non amo sequel, prequel e simili… questo perché nelle origini di un sequel ci sono dietro solo mere ragioni commerciali e la creatività è qualcosa che va a farsi friggere. A parte alcune rarissime eccezioni (vedi Aliens o Evil Dead 2) questi prodotti sono da evitare se non per passare tempo con personaggi e situazioni che ci han allietato e sorpreso positivamente a una prima visione.

    Farò forse storcere il naso a qualcuno, ma oggi parlando delprequeldel 2011 deLa CosadiJohn Carpenter vi dirò che a me è piaciuto assai.

    Ovviamente è un film che si va a confrontare con un capolavoro e pietra miliare del genere, ed in questo perde sicuramente; costato 38 milioni di dollari, distribuito in tutto il mondo, il film ne ha incassati solo 27 (di cui 17 negli Stati Uniti), risultando quindi un insuccesso commerciale… ma narrativamente e registicamente il film tiene banco: regia asciutta, intelligente e ritmata, l’esordiente (ha infatti una CV ricco di spot commerciali)Matthijs van Heijningenda Carpenter ha evidentemente imparato molto, e introduce dei personaggi assolutamente credibili e assolutamente in parte (specialmenteJoel Edgertonche somiglia tremendamente aKurt Russell, e già visto inStar Wars2 e 3).

    Il film, ambientato tre giorni prima delle vicende del film del 1982, segue le gesta degli scienziati norvegesi e statunitensi che hanno originariamente scoperto l’alieno.

    Nel film originale gli strabilianti animatroni diRob Bottinfacevano da padrone. Qui abbiamo una animatrone nella sequenza iniziale e poi tanta, tantissima CGI… che però stranamente non disturba: le mutazioni antropomorfe assecondano ed agevolano la credibilità di creature in computer grafica risultando per una volta non stucchevoli.

    Una curiositàemerse a fine film: un filmato rivela che sul set furono usati FX pratici e animatroni, ma la UNIVERSAL ritenne il film troppo “anni ’80” (forse questo revival ottantiano di oggi farebbe mordere le mani agli scellerati produttori) e decisero di integrare con CGI per dare al film un look più moderno.

    Buone le musiche di Beltrami, compositore statunitense – allievo di Goldsmith – e candidato all’oscar nel 2008 perQuel treno per Yuma, che non fanno rimpiangere il Morricone del film predecessore. Non tutto è perfetto, io avrei preferito che lasciassero più mistero attorno al tutto, e che non ci si avvicinasse/addentrasse troppo all’astronave incastrata nei ghiacci… il finale diventa così un po’  troppo mainstream e forzatamente spettacolare ma capisco le scelte e forzature produttive.

    Difendo però fortemente le scelte registiche e lo stile personale che il regista ha saputo imporre, e la discrezione e intelligenza con cui ha affrontato un film così difficile che sicuramente diventerà un piccolo classico nel tempo.
    Quando la snobberia di certi fan club dell’horror e di certa critica potranno finalmente tornare a godersi i film per ciò che sono senza dover scendere per forza in campo a difendere o distruggere la squadra del cuore.

  • [RECENSIONE] Red State (Kevin Smith)

    Kevin Smith, noto sceneggiatore di fumetti, nonché regista di cult comeClerksoGenerazione X, uscì nel 2011 con un film controverso, folle e geniale che purtroppo in Italia non abbiamo avuto l’onore di vedere nelle sale.Red Stateinfatti è un esplosione di violenza, sia psicologica che fisica.

    Troviamo un magistraleMichael Parksnel ruolo di un reverendo, capo di una setta fanatica religiosa, che agendo in nome di Dio cattura alcuni ragazzi accusandoli di aver commesso atti impuri.

    Smith dirige un film non solo bello da vedere, ma che fa anche molto riflettere sull’attualità americana non solo sotto il lato religioso ma anche sul quello legislativo, che non a caso non riesce mai ad intervenire realmente sul caso.

    Infatti troviamoJohn Goodman, interprete del capo dell’FBI Joseph Keenan, che cerca in tutti i modi di sventare questa setta arrivando nella chiesa a fucili spianati contro il reverendo e la sua setta.

    Quello che colpisce del film non sono le scene action girate con grande maestria dal regista ma i dialoghi razzisti e omofobi che riescono a colpire lo spettatore allo stomaco riuscendo così a immedesimarsi con i personaggi seppur negativi.

    Il fulcro del film sono le contrapposizioni di poteri religiosi con quelli degli uomini di legge, infatti sembra quasi che i fanatici all’interno del loro luogo di preghiera stiano al sicuro, mentre gli agenti all’esterno sono esposti ai colpi dei seguaci del reverendo.
    Le musiche sono poche e generalmente country, le troviamo soprattutto nei titoli di coda del film dopo il colpo di scena finale di tutta la storia.

    Concludendo, Kevin Smithnon delude le aspettative, anzi le rialza e realizza un gioiello che sicuramente verrà rivalutato nel corso del tempo essendo un film veramente unico e mai banale come alcuni film di ora, facendo un mix di generi che vanno dall’horror, al thriller, all’action.

  • [RECENSIONE] (1) La Cosa (2011, Matthijs van Heijningen Jr.)

    Questo è un lavoro che puzza di fotocopia, e neanche venuta bene, da distanze siderali. Una operazione totalmente inutile dal punto di vista artistico che ha la sua ragion d’essere solo per incassare soldi. Se La cosa di John Carpenter annullava il film originale di Hawks e Nyby, lo stravolgeva per avvicinarsi allo spirito e alla storia del romanzo di John CampbellintitolataWho goes there? da cui tutto partiva, la versione deLa Cosadel 2011 di Matthijs van Heijningen Jr. per non sbagliare, per non osare, ne racconta gli antefatti ricopiando l’atmosfera paranoica della pellicola di Carpenter senza tentare neanche mezzo secondo di cambiare strada e di mostrare qualcosa di nuovo, qualcosa che attualizzi in qualche modo il tema e la storia.

    E non venite a dirmi che la novità sta nel personaggio femminile di Kate (Mary Elizabeth Winstead, già vista in A prova di morte e in Scott Pilgrim vs. the world).

    Il film di John Carpenter resta un vero capolavoro. Prova ne è che a distanza di trent’anni risulta ancora godibilissimo sotto tutti gli aspetti. E allora invece di questo prequel perché non si è ridistribuito nelle sale quello buono? E io che mi preoccupavo che non usciva più…