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  • I premi del Bloody Festival Roma 2022

    Sono stati assegnati a Borgo Ripa i premi della quarta edizione delBloody Festival Roma.

    La giuria (composta dalla presidentessaSabina Pariante, dal direttore della fotografia Nino Celeste, dal compositore Marco Werba, dal regista Mirko Alivernini) ha assegnato:

    Per quel che riguarda i lungometraggi.

    Il premio per il miglior horror è andato a Blades in the darknessdi Alex Visani,il cui cast comprende anche una inedita Manuela Arcuri.

    Quello per il miglior giallo lo ha conquistato Brividi d’autore. Il film, interpretato da Maria Grazia CucinottaFranco OppiniSebastiano Somma Gioia Scola, segna il ritorno al genere per Pierfrancesco Campanella, dopo Cattive inclinazionidel 2003.

    I corti.

    Le giovanissime sorelle Lea Vera Borniotto, vincono sia il premio per il miglior cortometraggio con Vindex flamma, diretto dalla prima e interpretato dalla seconda, che quello per il miglior thriller grazie a Custodes, firmato da entrambe insieme ad Edoardo Nervi.

    Riconoscimenti speciali.

    Il Premio WeShort è andato all’iraniano The sprayer di Farnoosh Abedi. La piattaforma HODTV lo assegna al lungometraggio Dead bride di Francesco Picone.

    Il canale Ore d’orrore decreta il corto Le montagne della follia di Francesco Santoro(nella foto in alto di Sandro Catalani) vincitore delPremio Nottola.

    Mirko Alivernini ha ricevuto un riconoscimento speciale alla tecnologia, Nino Celeste il Premio Roberto Pariante alla carriera, dedicato al regista dell’episodio Testimone ocularedella mini-serie televisiva Rai ideata da Dario ArgentoLa porta sul buio.

  • I lungometraggi selezionati per l’Abruzzo Horror Festival 2022

    Sono stati annunciati i finalisti del concorso cinematografico dell’ottavoAbruzzo Horror Festival, in programma nel capoluogo abruzzese dal 28 ottobre al 1 novembre.

    Sono quattro i lungometraggi scelti e dieci i cortometraggi. Anche quest’annoklub99.itha fatto parte del comitato di selezione.

    I 4 lungometraggi in concorso per l’Abruzzo Horror Festival 2022 sono:

    Kaluskos di Roman Perez Jr.. (Filippine). 1h 48′.

    Cast: Colle Garcia, Qeenzy Calma, Karl Medina, Cara Gonzales, Elora Españo.
    Sceneggiatura: Enrique S. Villasis.
    Fotografia: Rodolfo Amandy Jr..
    Scenografia: Junebert Cantila.
    Montaggio: Chrisel Desuasido.
    Musiche: Emerzon Texon.

    Rebekah è separata da Jay con il quale ha una figlia, Amaya. Durnte la battaglia per la custodia della piccola, Rebekah trova un’altra “Amaya” sotto il letto. Con la comparsa dell’altra Amaya, Rebekah sente di nuovo la connessione materna che aveva perso con sua figlia. La nuova Amaya convince sua madre di essere lei la vera figlia costretta a stare sotto il letto a causa di una maledizione, mentre l’altra è un’impostora. Volendo iniziare una nuova vita con l’altra Amaya, Rebekah cerca di liberarla ma per farlo ha bisogno di uccidere il suo doppio malvagio.

    Dead Bride di Francesco Picone. (Italia). 1h 23′.

    Cast: Jennifer Mischiati, Christoph Hülsen, Douglas Dean, David White, Duné Medros, Sean James Sutton, Francesca Albanese, Michael Segal, Luna Francavilla, Alena Mayuk, Lorenzo Carcasci.
    Sceneggiatura: Francesco Picone.
    Fotografia: Marzio Mirabella.
    Musiche: Alessandro Moro.
    Costumi: Sonia Ravenna.
    Scenografie: Luciano Mancini.
    Special makeup: Carlo Diamantini.
    Visual effects: Alessio Barzocchini.
    Montaggio: Francesco Picone.

    Una giovane coppia, Alyson e Richard, si è appena trasferita in una casa che è stata lasciata a lei dal suo padre biologico. Alyson è stata adottata all’età di nove anni a causa della discesa nella follia di sua madre e alla sua conseguente incapacità sua di crescere un bambino. Alyson e Richard hanno un figlio ed alcuni problemi finanziari e coniugali. Quando Richard parte per un viaggio di lavoro, Alyson inizia a esplorare la casa e scopre alcuni segreti molto oscuri che si nascondono nel passato della sua famiglia.

    Guarda il trailer di Dead Bride.

    Il Buio del Giorno di Fabrizio La Monica. (Italia). 1h 30′.

    Cast: Marco Balzarotti, Ferdinando Gattuccio, Corrado Solari, Roberto Romano, Antonino Scaglione, Marco Balzarotti, Dalila Lanzarone, Paolo Tinnirello, Gianfranco Damiano.
    Sceneggiatura: Fabrizio La Monica, Alessandro Bruno.
    Fotografia: Fabrizio La Monica.
    Effetti speciali: Sergio Stivaletti.
    VFX: Michelangelo Stivaletti.
    Scenografia: Antonio Amodeo.
    Costumi: Maria Rita Zito.
    Montaggio: Fabrizio La Monica.
    Musiche: Vincenzo Di Silvestro.
    Sonorizzazione e mix: Silvio Messina.
    Colorist: Steven Renso, Fabrizio La Monica.

    Giorgio Belmonte è un avvocato siciliano che ha perso il figlio in circostanze misteriose molti anni fa. Ora è un alcolizzato, solo, la sua vita è distrutta. All’alba di una calda giornata estiva, Giorgio viene contattato da un uomo misterioso che afferma di essere il rapitore di suo figlio. Tra i due inizia una lotta psicologica che trascinerà anche altre persone innocenti verso l’abisso più nero dell’anima umana.

    The Door of Sin di Daniele Zinelli. (Italia). 1h 33′.

    Cast: Cristian Carbognani, Francesca Conti, Marco Soccol, Giovanni Barbieri, Filippo Gradella, Daniele Zinelli.
    Sceneggiatura: Daniele Zinelli.
    Fotografia: George A. Corman.
    Costumi: Gabriella Zeni.
    Special makeup: Francesca Conti.
    Suono: Stefano Del Re.
    Stop motion: Chris Younes.
    Montaggio: Matteo Macaluso, Daniele Zinelli.

    Una misteriosa porta collega universi paralleli e numerose versioni alternative delle stesse persone le quali saranno destinate a rincontrarsi in situazioni sempre diverse. Thriller, black humor, gore e splatter si mescolano per dare vita ad un film esagerato e scorretto.
    Tre gli episodi che compongono il film: L’apprendista guardiano, Amore Isaziabile, Scambio Infetto.

    Guarda il trailer di The Door of Sin.

    Clicca qui per conoscere i corti dell’ottava edizione dell’Abruzzo Horror Festival.

  • Il trailer di Dead Bride: il nuovo horror di Francesco Picone

    Il regista indipendenteFrancesco Piconeha pubblicato il trailer diDead Bride, il suo nuovo film dell’orrore che ha per tema una casa stregata e una maledizione di famiglia.

    Alyson si è appena trasferita con il suo compagno Richard in una casa che le è stata lasciata in eredità dal padre biologico. Costui l’aveva data in adozione da bambina a causa della caduta nella follia di sua madre e alla sua conseguente incapacità di crescere un bambino. Alyson e Richard hanno un figlio e alcuni problemi finanziari e coniugali. Quando Richard parte per un viaggio di lavoro, Alyson inizia a esplorare la casa e scopre così alcuni segreti nel passato della sua famiglia.

    Il film, che Picone ha anche scritto e coprodotto, è interpretato da Jennifer Mischiati (Curse of the Blind Dead), Christoph Hülsen, Douglas Dean, David White, Sean James Sutton, Duné Medros,Michael Segal.

    Dead Brideè il nuovo film diFrancesco PiconedopoApocalisse Zero – Anger of the Dead. Il film sarà presentato giovedì 19 maggio alle 21:00 al Multisala “Isola Verde” di Pisa.

    I riferimenti cinematografici che il trailer (in lingua inglese!) diDead Bridesuggerisce sono molteplici, si va daSam RaimiaSuspiriadiDario Argento, passando perL’Esorcistae i suoi contorsionismi.

    Fonte:Francesco Picone YouTube.
  • [RECENSIONE] Apocalisse Zero (Francesco Picone)

    Io ho una filosofia… da appassionata in primis (e poi in secondo piano come studiosa di cinema – TUTTO il cinema – indifferentemente da annata, nazione e genere) sono anche una accanita sostenitrice degli Indipendenti (specie Italiani, perché son quelli che han bisogno di maggior supporto) e mi son sempre ripromessa una cosa: Antonietta (mi dico, chiamandomi per nome, da sola… come una pazza) usa il mezzo della scrittura per promuovere, costruire, “istruire” – laddove ti è possibile – e con umiltà. Abbandona (Antonietta) la ferocia che va tanto di moda fra gli scribacchini improvvisati che pullulano fra testate non riconosciute e blog (che per loro natura sarebbero già amatoriali, ma che prevalentemente nel “belpaese” riescono a esserlo ancora di più… e nel senso negativo che può avere il termineamatore, laddove esso non ama infatti, ma disprezza, deride, spesso diffama).

    Se un film non ti piace, Antonietta… non ne parlare. L’oblio è la migliore “recensione”.

    Ma ci son eccezioni che mi spingono a muovere le dita freneticamente sulla tastiera, anche a notte fonda quando (come in questo caso), a distanza di ore la rabbia non smonta e prevale sulla ragione. Sì, perché quella che mi spinge a scrivere è rabbia mista ad una grande delusione. Forse, più che recensire, vorrei domandare. E una sola domanda avrei da rivolgere, indifferentemente, ai produttori, ai registi e agli attori che prendono parte a questi scempi: ma chi ve lo fa fare?

    Qui si parla di zombie (o così si dovrebbe), ma gli unici zombie sembrano coloro che han fatto il film, e che forse han vagato sul set senza mai porsi delle domande prima, durante e dopo.
    Capita che un film non piaccia… capita che i gusti siano diversi.

    La sottoscritta però, è una appassionata di zombie e nel bene o nel male son riuscita oggi a trovare elementi positivi pure in prodotti insalvabili comeLe Notti del Terroredi Bianchi… un film povero, sgangherato… ma almeno divertente, scopiazzato sullo script degli zombi fulciani (stesse sequenze di eventi e spesso anche le modalità dei delitti) e con effetti firmati da un maestro (in quel momento svogliato o comprensibilmente demotivato) come De Rossi, resi ancor più “sbagliati” da una pessima regia ed una fotografia diurna che invece di nascondere il trucco, lo palesava.

    Oppure, entrando nel mucchio dei ricordi “trash” ripeschiamo perfino volentieri le poetiche nebbie, la fotografia irreale e le bizzarrie sadiche deLa Casa degli Zombi di Robert Voskanian.
    Una cosa c’è che resta vivida in certe opere: ed è il “sapore”… il sentore, che a fare il film è una crew di “mestiere” (che bella parola, mestiere… ne evoca anche un’altra… GAVETTA!), una crew che magari applicava male le basi di una certa cinematografia (e, forse, anche della cinematografia stessa) ma… queste basi erano da tutti conosciute e ben presenti. In “film” come questo… mancano le basi oltre che la vera passione.

    Insomma, arrivare a farmi disprezzare gli zombi ce ne vuole davvero, e qui non si tratta se a ME il film PIACE o MENO… qui si tratta di constatare che oggettivamente la visione annoia, non decolla, non mantiene nulla perché in fondo non promette nemmeno… sembra solo che tutti facciano a gara per mettersi in mostra, emuli/cloni di una recente subcultura esterofila mainstream/milionaria, che ha senso di esistere solo E PROPRIO per il fatto che è MILIONARIA! Non è così difficile capire che senza soldi,World War Znon si fa. DIAMINE. Non è così difficile da capire che solo il pensare di avvicinare uno stile (che non è nemmeno uno stile, ma solo un marchio di fabbrica) dettato dal denaro, quando non lo si ha è stupidamente presuntuoso, oltre che controproducente.

    Pensiamo per un attimo a un film minimale e poverissimo comeShock Waves(L’occhio nel triangolo) diKen Wiederhorn: pochissimo trucco, tre zombie e tanta, tutta atmosfera… cos’altro dobbiamo chiedere ad un film horror?

    Parole (e male parole) suApocalisse Zero – Anger of the dead diFrancesco Piconene son state spese, e tante anche dal pubblico… un pubblico scontento a giudicare dai commenti nei blog, nei DVD forum ma, soprattutto… sotto gli articoli “entusiasti” di qualche critico di bocca (o anima) buona.

    Vi dico cosa non va? Una regia senza stile, che scopiazza cliché abusatissimi invece di ricercare momenti personali, e magari sfruttando/analizzando al meglio ciò che si ha a disposizione; questo difetto però emerge anche nei precedenti lavori del regista, corti ambizioni che sebbene confezionati con cura sotto l’aspetto musicale, fotografico e di effetti speciali, restano carenti nella scelta della qualità degli attori (o nella loro direzione?) e nelle trovate di regia e scrittura, sempre debitrici a predecessori di moda, risultando quindi banali.

    InApocalisse Zeroviene però a mancare anche l’aspetto fotografico “ben curato” che è presente nei corti, e quindi la povertà della messa in scena fa apparire come produzioni più grosse perfino film comeToxic ZombiesdiCharles McCrann.
    Sia chiaro, acquistando il film non mi aspettavo l’erede di Romero, nulla più di un film di intrattenimento… qualcosa di godibile come poteva esser stato Eaters (fra l’altro degli stessi produttori)… ma manca il clima apocalittico promesso dalla copertina e dal titolo, e forse siamo noi spettatori a non capire che proprio il titolo ci voleva avvisare che – appunto – l’apocalisse è ZERO.

    Cosa funziona? Indubbiamente il reparto effetti speciali a cura diCarlo DiamantinieTiziano Martella, gli unici elementi che possono davvero tenere testa alle tanto aspirate produzioni Americane e che mi sorprende, non abbiano ancora ricevuto corteggiamenti da parte di qualche grande cineasta/produzione d’oltreoceano.

    Nel cast (dove tutti o quasi fan cose a caso senza avere mai una reazione credibile) emerge una sola attrice degna di chiamarsi tale, una che non si è mai smentita in ogni film che ha fatto:Desirée Giorgetti. In lei la passione, il talento, la credibilità non mancano MAI. Inaccettabile che abbia preso parte a un film di questo tipo, dopo aver letto poi uno script (dello stesso Picone) che è fra l’altro l’ennesima nota dolente dell’intero lavoro.

    Chi è che diceva che un film dovrebbe essere come una fontana pietrificata di IDEE? Ah, sì, Cocteau.
    Alla fine, questo film mi ha dato uno spunto per riflettere su certe atmosfere del passato e sull’approccio dei cineasti di allora rispetto a quelli moderni. Mi ha permesso di rispolverare e suggerire magari a chi non li conosce dei titoli anni ’80 di cui consiglio la visione (caldamente nel caso diZombi 2diFulcioL’occhio nel triangoloe, per spensierata cultura personale, nel caso dei titoli più “trash” come La Casa degli Zombi)… ed insomma a qualcosa di buono è servito.

    Perché quindi mi arrabbio? Perchè è un tradimento che una appassionata come me non si merita, e proprio dal cinema indipendente… quello che dovrebbe essere libero, sperimentale, coraggioso… quello che dovrebbe essere l’alternativa e non l’emulazione… Nei film non ci sono regole, è vero… ma ci sono peccati, ed il peccato maggiore è la pigrizia.